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giò

7 storie | 227 paragrafi

  • Riconnettersi con la natura
    Ho riletto da poco il suo libro sull'utilizzo dei (NWFP), acronimo di non-wood forest products. Giovanni Artimio sosteneva la necessità di tornare a usare i prodotti forestali non legnosi,  disponibili in tutti gli ecosistemi europei. La loro raccolta è ideale per ritrovare il contatto con la natura, i prodotti ottenuti prevedono lavorazioni manuali elementari, senza l'utilizzo di additivi chimici o trasformazioni ad alta intensità energetica. Continuava con il ricordare come i nostri antenati siano riusciti a preservare il patrimonio naturalistico e tramandarci oralmente...

    Paragrafo 7 - Tratto da Nuovi paesaggi di giò

  • Le siepi raccontano
    Proprio mentre percorro quei sentieri noto le tante reti di ferro arrugginito e le false siepi di plastica in disfacimento.   Intorno a me non odo il canto dei fringuelli e delle capinere ma le grida di gabbiani e cornacchie attirati da resti di picnic e sacchi di spazzatura. L'habitat non é il loro eppure la fanno da padroni. Come i peggiori predatori non cercano la bellezza ma sono pronti a cogliere ogni occasione che appaghi la loro famelica ingordigia. Desidero condividere il mio stato d'animo e chiamo il giovane assessore del mio comune per domandargli se ...

    Paragrafo 5 - Tratto da Nuovi paesaggi di giò

  • L'inesorabile invadenza dell'avere
    Come dice un antico adagio: Se Maometto non va alla montagna la montagna va da Maometto. Così, in questi ultimi anni mi sono ritrovato a dover fare i conti con la fretta di chi la montagna la scala a bordo del quad e l'avidità dei coltivatori mordi e fuggi. Orti e vigne, un tempo accuditi come il salotto di casa, vengono chiusi frettolosamente con recinti di ferro e plastica, spremuti e poi abbandonati, innescando un processo irreversibile di degrado.  Il brutto della sterpaglia prende il sopravento sulla bellezza del bosco e del prato.

    Paragrafo 3 - Tratto da Nuovi paesaggi di giò

  • Viaggio nel tempo
    Immediatamente la sua mente iniziò ad analizzare le varianti temporali.: la formazione della roccia, la frantumazione e il lento logorio avevano prodotto i ciottoli che ora lei vedeva allineati sulla spiaggia  e accarezzati dalla spuma dell'onda. In quel divenire lei coglieva un'armonia che tuto comprendeva. Tempi e azioni naturali che agivano sull'anima  come una melodia . In tutto quel fluire si era inserita l'azione umana che aveva imposto un nuovo ordine e cristallizzato lo stato delle cose. Chi sarà stato?  Adulto/bambino? Uomo/donna? In solitudine o in compagnia? Chissà ...

    Paragrafo 2 - Tratto da Sassi sulla spiaggia di Vavva

  • Le leggi dell'amore
    ... mi sciolsi dall'abbraccio e mi staccai da lei come per andarmene. Rhiala trasecolò e parve sull'orlo di piangere. Si sentiva di nuovo in balia dei suoi peggiori pensieri. La maledizione sarebbe continuata all'infinito. Eppure un barlume di speranza le fece tendere le mani a cercare il volto di colui che le aveva riacceso la speranza e fatto battere il cuore. "Ti prego, non andare, dammi ancora le tue carezze. Parlami di te". Attese in silenzio la mia reazione che fu dettata dalle leggi dell'amore che ormai si era impadronito anche di me...

    Paragrafo 17 - Tratto da Bianco di Simona Sparro

  • Alla ricerca del tempo di lettura
    Si guardò intorno. In quella casa, sfarzosa e piena di sistemi per la comunicazione on line, non aveva notato alcun libro. "Boh! Proverò a cercare qualcosa da leggere sul tablet". "Alexa, consigliami un libro da leggere". "Nel tuo elenco kindle ci sono due titoli: I luoghi comuni sulle pensioni e Finanza e investimenti". Questa, poi! "Vai a quel paese Alexa". Provò un motto di spaesamento e sorrise con simpatia ai suoi pensieri che la riportarono indietro nel tempo, a quando entrava nella libreria delle sorelle Del Pino dove si sentiva sempre a suo agio, accolta con un sorriso e un ...

    Paragrafo 4 - Tratto da Il volo della rondine di Luna

  • Evoluzione degli umani
    ... siano delle specie totalmente diverse. Per quello che ne sappiamo riteniamo che siano frutto dell'evoluzione degli umani che migliaia di anni prima avevano abbandonato il pianeta Terra, diventato invivibile a causa del cattivo uso da parte degli uomini. L'umanità intera era migrata a bordo di astronavi e aveva vagato nello spazio. Non sappiamo quanti si siano salvati e dove siano approdati. Noi sappiamo solo di quelli approdati su Burana e cercheremo di capire meglio la loro storia e come siano potuti sopravivere. Burana è un pianeta lontano dal sistema solare e ha cartteristiche ...

    Paragrafo 14 - Tratto da Nuova vita a Burana di Il fratello di Alice

  • La densa atmosfera di Burana
    ...favorevolmente impressionati perchè finora solo le donne avevano avuto la capacità di teletrasportarsi così lontano. Quasi tutti i buranesi erano in grado di teletrasportarsi per brevi tragitti. Serviva per spostarsi al di fuori della densa atmosfera di Burana. Qui bisogna spendere alcune parole per capire quali erano le caratteristiche fisiche di Burana, in quale ambito spaziale era collocato il pianeta e quali particolarità avessero i buranesi che in quel pianeta vivevano. Sarà arduo per noi terrestri capire fino in fondo se fossero il derivato di una evoluzione degli umani o se invece...

    Paragrafo 13 - Tratto da Nuova vita a Burana di Il fratello di Alice

  • La Gran Consulta
    Indebolito dal televiaggio restò a lungo semi incosciente, fino a quando lo presero e lo tradussero davanti alla Gran Consulta, che avrebbe dovuto decidere della sua sorte. Sapeva delle pene severe che venivano inflitte per piccoli reati e il suo era un grande reato, perciò era rassegnato al peggio. La Gran Consulta era composta da 12 membri, sei donne e sei uomini, che governavano Burana con pugno di ferro. Erano stati nominati dai buranesi per le loro conoscenze e la loro esperienza e si resero conto che avevano davanti a loro un reieto della comunità e si apprestavano a punirlo in modo...

    Paragrafo 11 - Tratto da Nuova vita a Burana di Il fratello di Alice

  • "Appassionata"
    Carlo ebbe l'ingenuità di credere che riuscire a indirizzare con il pensiero l'astronave bastasse per andare dove si voleva e fare ciò che si desiderava. Perciò pianifico il viaggio come ci si prepara a un pic nic. Preparò le scorte d'acqua e di cibo, non sapendo cosa avrebbe o non avrebbe trovato sulla Terra. Quando pensò di essere pronto, si concentrò, come sapeva di dover fare e con il pensiero visualizò la meta finale. In men che non si dica la Terra fu raggiunta e Carlo fu sconvolto da ciò che il suo pensiero percepiva e da cui era pervaso: suoni, vibrazioni, emozioni che lo lasciarono...

    Paragrafo 6 - Tratto da Nuova vita a Burana di Il fratello di Alice

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