• Provar mi voglio in questo agone,
    Versando versi in un mare di prose,
    Io smovo l'acque con rime sinuose
    E sfido voi, colleghi, alla tenzone.
    
    Sonetti chiari, fate attenzione;
    Versi quattordici e rime forbite;
    Mi raccomando la sillabazione,
    Un errore è permesso, che ne dite?
    
    Se tu onori il regolamento,
    Giochi d'astuzia con penna veloce,
    V'a tutti un miglior divertimento.
    
    Qualunque tema al mondo ci sia:
    Amore, guerra o pasta che scoce,
    Cantarlo puoi. Che sia melodia!
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    Thriller

    Il volo della rondine

    2 storie alternative

    Stesa sul  suo letto candido, tra cuscini di mille colori, Edda guardava il soffitto persa in pensieri frammentati. Sul sottofondo dei Rondò Veneziano danzavano le immagini che scorrevano nella sua mente, come placidi flutti su cui scorrevano le gondole tra i canali, fuori dalla finestra. Il cielo limpido e l'odore della salsedine le rendevano l'anima calma come quando era fanciulla e della vita non aveva che ricordi felici. Il Carnevale era passato da poco, eppure per le strade erano sparsi ancora coriandoli ed echi di risa che sembrava sentire. Non amava le persone, amava la solitudine.
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    di Luna

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    di Enri P

  • Ha venti anni quando incontra per la prima volta gli occhi del re di Macedonia; ha venti anni quando lo sposa, simboleggiando un ponte di collegamento tra la cultura greca e quella persiana. Fin da subito non sembra uno splendente inizio, e con il tempo sarà sempre peggio: il suo destino è subire, assistere allo scorrere degli eventi senza alcun controllo sulla propria vita, e proseguire lungo lo sventurato cammino ombreggiato da violenza, prigionia e morte. Rossane, una fanciulla appena adolescente forgiata da guerre e complotti, la moglie di Alessandro il Grande.
  • Era ormai tanto, forse troppo tempo che vivevamo insieme e conducevamo una vita tranquilla, al limite del noioso. Felici? Sì, ma all'apparenza. Di fatto avevamo chiuso le porte al mondo esterno e stavamo continuando a viverci addosso. Arrivai al limite un giorno di primavera e decisi che avevo bisogno di una boccata d'aria e di guardare dentro di me, con te o senza di te, forse meglio senza di te. Lasciai tutto e andai via, via da tutto avevo bisogno di una pausa da quella monotonia avevo bisogno di capire cosa veramente volessi, e se volevo te...
  • Nicolas passò il vecchio strofinaccio sul bordo della tazza di latta e un'ultima volta sul manico. Tirò su il mento per guardarlo, con la lingua stretta tra i denti e riportò l'attenzione sulla tazza. Era proprio un amore. Il nipotino che tutti i nonni avrebbero desiderato.
  • Carlo era stanco di quella vita monotona. Sentiva che qualcosa doveva cambiare. Non sapeva bene cosa, non aveva in testa una precisa posizione di se stesso. Forse in quel modo non andava bene, forse in quel modo, quella struttura sociale, quelle regole, quell'organizzazione. Aveva sentito parlare dei progetti delle micronazioni, e anche di utopie, di nuovi mondi fondati con altre prospettive, altre idee, dove dare inizio ad una nuova civiltà, un nuovo modo di vivere, un nuovo mondo, con una vita felice, senza capitalismo alle calcagna. Cosa fare...?
  • Cecco era un ragazzo pieno di fantasia, aveva mille idee e inventava sempre cose nuove e originali che nessuno faceva, in nessuna parte del mondo. Quando era piccolo non giocava a girotondo, a nascondino o ad acchiappino, si inventava dei giochi tutti suoi come il salto del passerotto e la corsa della lepre. Nelle giornate di pioggia, quando lui e sua sorella Bea non potevano uscire, giocavano a indovina chi arriverà. Purtroppo non so come funzionano questi giochi perchè, quando ho conosciuto Cecco, era già grande e non giocava più. Non era tanto bravo a scuola perchè la sua mente . . .
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    Diario

    Molla e i suoi umani

    4 storie alternative

    Sono una gatta tartarugata, di tre colori, e mi chiamo Molla. Vivo in campagna, nelle colline del Chianti insieme ai miei accudienti, una coppia di giovani innamorati, Francesco e Giorgia.  Sono una gatta libera, nel senso che posso uscire ed entrare in casa quando voglio grazie ad una gattaiola. Prima di incominciare a raccontare questa storia vorrei spiegarvi perché chiamo gli umani con cui vivo “accudienti” invece che “padroni”. E’ molto semplice: perché io non ho padroni. Giorgia e Francesco sono pazzi di me, mi chiamano con nomignoli e vezzeggiativi che trovo a volte un po’ stucchevoli,
  • . Ho fatto richiesta all'editore per sapere se sia in programma una chat per comunicare tra di noi.  Trascrivo la risposta:  "Salve, stiamo integrando la messaggistica, tipo Facebook, sperando possa aiutare in tal senso. Ci vorrà ancora qualche settimana ma sarà operativa il prima possibile. Siamo sempre aperti a proposte e idee di qualunque natura che possano migliorare qualità e offerta del sito". In attesa penso che si possano utilizzare i paragrafi di questa storia creata ad hoc. Con simpatia Giò.
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    di giò

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