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Giovanni Bevacqua

2 storie | 10 paragrafi

  • Le terre degli uomini e l’ultimo dominatore di Gorbin
    Gli uomini dominavano le terre emerse.
    Le campagne erano dei figli di Kuntur, diretto discendente di Azgor. Le montagne si dividevano tra Zlani e Asper, sulla cui rivalità scriveranno libri di storia. Le città erano in mano alla dinastia del Re, Ristan figlio maggiore di Azgor e fratello di Kuntur. Suo gemello, più grande anche se di pochi secondi. L’ultimo dominatore di Gorbin...

    Paragrafo 2 - Tratto da La Figlia del Vento di Luna

  • Dentro quel quaderno c’era la sua vita e qualcuno gliel’aveva portata via
    Iniziò a guardarsi intorno frettolosamente. Non riusciva a capire che fine potesse avere fatto il suo quaderno. Lì dentro c’era la sua vita e qualcuno gliel’aveva portata via. Senza ragionare pensò subito al peggio. Vagava tra i colori de suo giardino. Era persa. Poi fece un respiro profondo e decise di...

    Paragrafo 4 - Tratto da Infiniti spazi di Vavva

  • I fiori iniziano a colorare il suo giardino
    ...quando i fiori iniziarono a colorare di vita il suo giardino. Se ne prendeva cura quotidianamente, con dedizione. Era il suo mantra. L’aiutava a sentirsi in pace con il mondo quando il mondo faceva di tutto per farla sentire in guerra. Vicino le rose...

    Paragrafo 2 - Tratto da Infiniti spazi di Vavva

  • Non c’è più nessuno davanti. Solo dei manichini per terra
    Non capivo cosa mi stesse accadendo. Era come se non fossi più in me. Forse stavo esagerando, forse questa storia delle auto graffiate l’avevo gonfiata più del dovuto. E mentre pensavo che il problema fossi io, mi resi conto che davanti a me non c’era nessuno. Nè la mamma, né la bambina. Solo quei manichini che dal balcone caddero per terra. E mentre mi avvicinavo...

    Paragrafo 7 - Tratto da Sogni e segni di Giovanni Bevacqua

  • Li seguì fino a casa per tenere d'occhio quell'uomo apparentemente insospettabile
    ...che distava qualche centinaio di metri da casa mia. Il cielo quasi spariva dietro nuvole gonfie di pioggia. Ma neanche una goccia bagnava l'asfalto. Guardavo la bimba saltellare al fianco della madre e quell'uomo tenere in mano il portachiavi. Ma non si accostò mai alle auto in sosta e non lo vidi mai compiere un solo gesto che potesse far cadere le colpe su di lui. Almeno in quell'occasione. E giunti davanti casa Tronchia mi sentì una specie di tonfo. Mi girai e...

    Paragrafo 5 - Tratto da Sogni e segni di Giovanni Bevacqua

  • Una mamma tiene per mano la sua bambina. E dietro...
    ...e mi toglieva il fiato. Forse anche lui provava quello che un tempo provavo io. Una rabbia che non riuscivo a spiegare e che liberavo in modo puerile. Per lui, forse, come lo era per me, è semplicemente un grido di aiuto. Un segno di quello che sta passando e che a parole non riesce ad esprimere.
    E nel frattempo vedo una mamma portare per mano la sua bambina. Sono felici. Lo sono stato anch’io. Dietro di loro...

    Paragrafo 3 - Tratto da Sogni e segni di Giovanni Bevacqua

  • Sette anni vissuti per gli altri e non per me. Fino a quando...
    Avevo dimenticato la sensazione di sentirsi “liberi”. Dalle costrizioni di una vita costruita per gli altri e non per me. Sette anni a pensare sempre “se lui” o “se lei”. Mai a dire “io” prima di qualunque frase. Sette anni vissuti per gli altri e non per me.
    Ma ieri ho finalmente deciso di voltare pagina quando...

    Paragrafo 2 - Tratto da La nebbia mi illumina di Paolo Reggiani

  • La terza di tre sorelle
    Era la terza di tre sorelle, la più libera, la più ribelle. Amava perdersi nel mondo tanto quanto amava i suoi libri. Quelle avventure che solo i suoi occhi riuscivano a vedere. Ma a Maia piaceva così. Sapeva di poter apparire un po' stramba, ma lei era fatta così e non voleva cambiare per nulla al mondo. Fino a quando...
  • La sua vera mamma la gettò in un pozzo
    ...che non fosse realmente la figlia dei due contadini. La sua vera mamma l'avrebbe gettata all'interno di un pozzo dopo aver guardato bene nei suoi occhi. E fu proprio il suo papà adottivo a strapparla da un destino già segnato, a salvarle la vita. Ma ben presto anche lui si accorse che in quella bambina c'era qualcosa di diverso. Nei suoi occhi brillava una luce diversa...

    Paragrafo 2 - Tratto da La maga delle farfalle di Il fratello di Alice

  • Aspettare la notte per fare uno scherzo a Tommy
    ...di fare uno scherzo a Tommy. Del resto, non sopportava essere sempre richiamato. Ninni adorava girovagare per la fattoria: quel recinto gli stava stretto! La campagna era grande e c’erano tante cose da scoprire, tanti altri animali con cui giocare. Aspettò così la notte per mettere in piedi il suo piano.

    Paragrafo 2 - Tratto da Ninni, il maialino dispettoso di Maurizio Cacia

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