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Simona Sparro

1 storia | 4 paragrafi

  • Un tempo lontano
    Fui improvvisamente assalito dalla sensazione di aver attraversato un varco temporale. Come se superare le porte del castello mi avesse catapultato in un altro tempo. I rumori della città, il cemento, i negozi che si susseguivano uno dopo l'altro sulla via principale sembravano lontanissimi dalla realtà che stavo vivendo. La fanciulla continuava ad evitare ostinatamente di guardarmi negli occhi. Sembrava persa in un mondo tutto suo. La guardai da vicino, e solo allora mi accorsi che i suoi occhi erano coperti da un velo. La fanciulla era cieca.

    Paragrafo 8 - Tratto da Bianco di Simona Sparro

  • Nel castello
    Ero confuso, stanco per tutta la strada precorsa. Tuttavia a quel punto non potevo tirarmi indietro. La mia curiosità superava di gran lunga la pesantezza che sentivo nelle gambe. Ormai non mi importava più che mi vedessero. In qualche modo sapevo cosa le donne dalla veste bianca si aspettassero da me. Le seguii attraverso un grande e pesante portone di ferro, con intarsi che rappresentavano scene di battaglia di un tempo lontanissimo. Mi ritrovai al centro di un enorme salone. Le donne mi aspettavano, schierate a semicerchio, con al centro la bellissima fanciulla...

    Paragrafo 6 - Tratto da Bianco di Simona Sparro

  • Antichi sentieri
    superato la barriera invisibile della paura. Camminai a lungo, seguendo a distanza le donne. Sembravano fluttuare nell`aria, le vesti candide a confondersi col bianco della neve. Ai margini della città c`era la campagna. Intravvedevo il bosco di pioppi, laggiù in fondo al sentiero. Un acre odore di fumo riempiva l`aria, ma non vedevo fumo. Le donne si infilarono tra gli alberi. Non si voltarono mai a guardarmi, ma avevo la sensazione che sapessero della mia presenza alle loro spalle. Le seguii all`interno del bosco e...

    Paragrafo 3 - Tratto da Bianco di Simona Sparro

  • Fu Chicco a ribaltare tutto
    Fu Chicco a ribaltare tutto. Avevamo posato gli strumenti a terra, per riposare le dita. Lui restava seduto dietro la batteria, come per proteggersi da quello che stava per dire. Come se avesse paura. "Partiamo" disse. Come se fosse la cosa più ovvia da dire. Ci guardammo perplessi, le bottiglie di birra sospese a mezz'aria. Ci fu silenzio, seguito da una discussione infinita sul come, il dove, il quando. Eravamo improvvisamente euforici, come ci sembrava non fossimo mai stati prima. Due ore dopo, zaini in spalla, camminavamo nel caldo denso e umido della notte...

    Paragrafo 3 - Tratto da Fuga dalla provincia di Maurizio Cacia

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